Racconti dei miei faithful

Storia di S.

capitolo 1: Le fiamme gemelle s’incontrano

Scritto da S.

Pubblicato da: Elvira Nazzarri

S. era in un momento particolare della sua vita, non aveva interessi e si lasciava trasportare, la sua convivenza era a volte insopportabile, si dibatteva tra il vai e il resta, ogni giorno uno dei due prendeva il sopravvento, un giorno alla noia di un pomeriggio ritornò a guardare il sito di una mistress, lo aveva già visto molte volte, bisognava scrivere, era titubante, ma quel pomeriggio si decise, e scrisse, era una scelta e non si nascose, fu volutamente vago, non voleva esporsi, scrisse qualcosa di banale.

Nei giorni successivi guardò la posta senza riscontro, solo dopo parecchi giorni, ormai sfiduciato, una mattina lesse la risposta della mistress, c’era un numero di cellulare, chiedeva maggiori informazioni su di lui, prese appuntamento, fu spostato e si decise una mattina, non era così interessato, molto aveva vissuto, molto era disincantato, ma la sua sete di novità lo spinse ad accettare l’incontro.

Il mattino sembrò insolitamente lungo, arrivò alla periferia di Milano, una via strana, quasi finta, sembrava di essere in un’altra dimensione, salì lentamente le scale, c’era una porta strana, entrò, la penombra lo avvolgeva e vide finalmente lei, era seduta con le gambe accavallate, S. giudicò le scarpe, i piedi, le gambe e poi lentamente risalì, vide gli occhi, vivi, intensi, da perdersi, era carina, voleva che fosse a suo agio, ma lui era tutto, fuorché tranquillo, una vocina gli suggeriva di andare a scusarsi, ma decise di fermarsi e stare al gioco. Il gioco fu chiaramente ordinario, non c’era conoscenza, ma quando andando via, il bacio sulla guancia per dirsi arrivederci o addio fu per lui strano, ricevette un messaggio inconscio, e per lui, così disincantato, motivo di tornare nuovamente da lei.

S. si chiuse il portone alle spalle che fece rumore sordo, si diresse alla macchina per tornare in ufficio. Mentre guidava nel traffico, pensava all’esperienza appena vissuta, sicuramente il tutto era confezionato molto bene. Lei è molto molto carina, giovane ma si muove da esperta, ha una grande varietà di scarpe décolleté, e per il feticismo di lui, questo rimane sicuramente un punto a favore.

Prima di andarsene lei e lui avevano chiacchierato del più e del meno, scoprirono che erano entrambi del segno dell’ariete, che i loro compleanni erano vicini, lui non diede peso alle date, quello di lei era molto vicino.

Nei seguenti, S. si trovò a pensare a lei, aveva voglia di rivederla, ma non tanto per il gioco erotico, voleva rivederla per scoprire chi fosse veramente, prese un appuntamento.

Ritornò nella via surreale, il secondo appuntamento andò decisamente meglio, ma il bello era sempre nelle parole che si scambiavano prima di lasciarsi. Ad ogni incontro si conoscevano un pochino di più, chiaramente in maniera superficiale, ma almeno la loro conoscenza non si fermava ai convenevoli. Lei gli disse che i weekend li passava a Santa Margherita, S. la zona la conosce bene, è legata alla sua infanzia e gioventù. S. pensò che lei avesse un compagno che abitasse lì, solo dopo scoprì la natura della relazione di lei.

S. è abile, ha esperienza, e la sua indagine inconscia lo portò a sapere il vero nome di lei, che non aveva un compagno, nel frattempo si sentiva sempre più attratto da lei, voleva vederla con continuità, uno di questi incontri S. segnalò a lei un paio di scarpe che aveva notato online.

Era aprile, S. aprì la posta e con stupore vide una fotografia delle gambe di lei, che gli facevano gli auguri, rimase allibito, lui aveva lasciato scivolare la data del suo compleanno, non si erano soffermati molto sulla cosa. Lei diventava sempre più interessante, in S. ci fu la consapevolezza che la testa di quella ragazza era diversa, cominciò a essere veramente attratto e si stupì di pensarla tanto, la pensava intensamente.

S. andò qualche giorno a Forte dei Marmi, aprendo la posta vide subito una serie di foto di piedi di lei, con delle bellissime décolleté con tacco alto color Tiffany, era come lo guardassero. Lei le aveva comprate sul sito che lui le aveva segnalato.

S. prese la scusa del maltempo è tornò a Milano, voleva vederla il prima possibile.

La incontrò e si accorse che ormai tutto sarebbe cambiato.

A seguire: capitolo 2: Il sigaro dopocena