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Storia di S.

capitolo 1: Le fiamme gemelle s’incontrano Scritto da S. Pubblicato da: Elvira Nazzarri S. era in un momento particolare della sua vita, non aveva interessi e si lasciava trasportare, la sua convivenza era a volte insopportabile, si dibatteva tra il vai e il resta, ogni giorno uno dei due prendeva il sopravvento, un giorno alla noia di un pomeriggio ritornò a guardare il sito di una mistress, lo aveva già visto molte volte, bisognava scrivere, era titubante, ma quel pomeriggio si decise, e scrisse, era una scelta e non si nascose, fu volutamente vago, non voleva esporsi, scrisse qualcosa di banale. Nei giorni successivi guardò la posta senza riscontro, solo dopo parecchi giorni, ormai sfiduciato, una mattina lesse la risposta della mistress, c’era un numero di cellulare, chiedeva maggiori informazioni su di lui, prese appuntamento, fu spostato e si decise una mattina, non era così interessato, molto aveva vissuto, molto era disincantato, ma la sua sete di novità lo spinse ad accettare l’incontro. Il mattino sembrò insolitamente lungo, arrivò alla periferia di Milano, una via …

Amanti a distanza

Era la prima giornata di pioggia dopo un lungo periodo di beltempo che aveva reso ancor più pesante la quarantena forzata. Una vena di malinconia attraversava la mente di Silvia. Gli alberi in fiore nel giardino le ricordavano la primavera, i colori vivaci risvegliarono i sensi e le voglie…  era il momento di fare qualcosa per movimentare la fantasia. Dopotutto i siti di filmini porno li aveva consultati tutti e ormai conosceva i filmati a memoria. La sessualità cala sempre quando si smette di immaginare. Decise quindi di contattare Amleto, sapeva che il suo amante era a casa probabilmente sommerso da qualche faldone e che gli sarebbe certamente piaciuta qualche “loro” distrazione. Spesso si sentivano per giocare a distanza anche quando ai tempi ci si poteva muovere, lo reputavano un modo per tenere viva la loro storia e alimentare il desiderio reciproco.  Silvia lanciò una proposta ad Amleto, gli diede un orario e un indirizzo… un piccolo negozio di alimentari in centro a Milano, raggiungibile facilmente da entrambi. Ci voleva però un’ulteriore stimolo per motivare …

Dandling sensuale

Shoeplay… il negozio dei sogni divenuti realtà

Celso era un ragazzo trentenne laureato in psicologia e purtroppo disoccupato come spesso accade scegliendo quel tipo di studi.  Tuttavia per lui era fondamentale quel percorso, sperava di scoprire di più su sè stesso al fine di conoscersi meglio e sconfiggere i suoi demoni. Le sue pulsioni lo turbavano, sin da quando ne aveva ricordi era attratto da particolari circostanze legate al piede femminile e la sottomissione a esso. Celso se ne vergognava profondamente e il disinteresse per il resto dei così detti rapporti normali lo aveva spinto a emarginarsi e astenersi dal contatto con il gentil sesso. Un giorno evidentemente il filo rosso del destino giocò la sua parte. Celso aveva trovato lavoro in un negozio di scarpe con un nome particolare: Shoeplay. Il primo giorno di lavoro andò piuttosto bene, era un negozio frequentato da signore che sapevano cosa desiderare. Gli articoli erano eleganti ma sopratutto sexy, l’ambiente era molto curato e le vendite andavano alla grande. Celso era soddisfatto, le clienti erano gentili, la responsabile del negozio era una donna piacevole e …

Amerigo

Scritto da Amerigo Pubblicato da Elvira Nazzarri Ho immaginato di entrare nel suo studio convinto di trovarla in piedi di fronte alla scrivania ad aspettarmi come sempre. Ma è arrivata perentoria la Sua voce inflessibile che mi ha detto: “rimani rivolto di verso la scrivania ed inizia a spogliarti schiavo”. La voce arrivava da dietro me, forse dal bagno: “Ora inginocchiati e prostrati verso la scrivania”. A quel punto sento il rumore dei tacchi che si avvicinano, è dietro di me ed appoggia la sua scarpa nel mio sedere, il tacco sta sfiorando l’ano e lei inizia a strisciarlo lentamente e dolcemente mentre inizio ad eccitarmi come un maiale. “Vedo che sei già eccitato porco, come ti permetti! Lo puoi fare solo se sono io a concedertelo. Se non sei in grado di controllarti penserò io ad un bel rimedio per te! Voglio che tu vada a quattro zampe a metterti davanti alla pedana in ginocchio ed appoggi la testa sotto al trono con gli occhi chiusi”. Mi dirigo nell’altra sala e mi posiziono come …

Il gioco delle maschere

Scritto da : Artemis Pubblicato da: Elvira Nazzarri Lei entra nello studio e si ritrova una visione potente: tre figure di uomini completamente coperti dalle toghe con i volti nascosti dietro a delle maschere, a dir poco evocative. Le maschere sono in metallo e totalmente impersonali, hanno solo piccoli spazi per gli occhi, due foretti minuscoli per respirare, uno spazio piccolo per la bocca e, al posto del naso, terminano con falli, di forma e dimensione diverse. Gli uomini, inoltre, sono legati con delle polsiere: due in ginocchio con le mani dietro la schiena stretti alle gambe della grande scrivania. Sembrano sorreggerla. L’altro è legato a croce in cima.  La donna li conosce. Sono i fratelli che fino a ieri frequentava separatamente. Si esalta, perché è fortemente attratta da loro e ora si può avvicinare e disporne di loro come vuole lei. Sono inermi, in attesa di quel che succederà. Lei non riesce a trattenersi. Con loro la natura è stata molto generosa e, quindi, appena si avvicina ai primi due si abbassa e li …

Il togaman

Conoscevo Amleto (il nome che gli assegnai in base al suo carattere) da parecchi anni, ci siamo incontrati in una situazione particolarmente intrigante, una delle sue tante amanti desiderava conoscermi. Il primo incontro è stato totalmente concentrato sulla ragazza, molto carina e calda. Mentre avevo notato segni di vago interesse da parte di lui. Dopotutto chi non desidererebbe il frutto proibito, non nego che avevo fatto un pochino la sostenuta e l’inavvicinabile di proposito per provocarlo. Ci eravamo frequentati per un po’, io, lui e l’ampia varietà delle sue amanti, ammetto una più interessante dell’altra a livello di fantasie. Notai però che Amleto stava cercando di avvicinarsi, ogni tanto ci giocavo a stuzzicare i suoi feticci e non gli permettevo neanche di sfiorarmi i polpacci. Scoprii che ad Amleto piacciono le gambe e il thigh gap, specie se in calze molto velate. Il suo desiderio verso di me cresceva. Ma io non gli concedevo altro. Dopotutto, si era dichiarato Master. Due dominanti sono incompatibili, perché è sempre una lotta di potere, a meno  che uno …

Foot gagging

Ultimamente prediligo questa forma di feticismo. Soprattutto perché il feticista in questione subisce l’imposizione del mio piede, cosa che con una normale adorazione succede proprio raramente. Con tale modalità il dominio della mistress è indiscutibile: è lei che obbliga, impone, agisce, fa entrare il piede nella bocca dello schiavo, mentre con una forma classica di feticismo la mistress si rende oggetto di feticismo e il feticista è la parte attiva. Inoltre, c’è l’assenza della sessualità da parte del feticista. Perché il piede non viene a contatto con parti intime e il soggetto non ha nemmeno la possibilità di gustarsi il piede in maniera del tutto sensuale. Egli non percepisce appieno la morbidezza del piede, non lo annusa, non lo può né toccare né vedere. Non può nemmeno parlare. E’ costretto ad accogliere il piede senza goderne fisicamente, le sensazioni che ne derivano, infatti sono percettibili soprattutto a livello psicologico.  Il feticista patisce. Subisce un atto che di norma è tipicamente maschile, poiché è evidente l’analogia  con la fellatio  a parti invertite. Il feticista viene dominato! …