All posts tagged: MISTRESS

A proposito del legame

Scritto da: Dasa Pubblicato da : Elvira N. La relazione dom sub ha degli elementi controversi. L’abbandono totale, incondizionato e ricco di gratitudine dei momenti di gioco raggiunge momenti di tale e tanta intensità da assorbire molte energie. Energie fisiche ovviamente, legate alle prove inflitte, ma anche mentali, per l’imperiosa azione della domina che viola la psiche del sottomesso e ne frantuma ego e resistenze. Non sarebbe possibile senza il desiderio prepotente e incontenibile che la sensualità della mistress scatena, libera per poi controllare a suo piacimento in una combinazione di stimoli inappellabili, repressi un istante dopo. È dunque il desiderio che permette tutto, senza di esso sarebbe impensabile la sottomissione. E la psicologica e la fisica. Senza quel sentimento profondo e struggente di dipendenza come si potrebbe accettare la frusta, le privazioni, le umiliazioni, le reprimende. Come si potrebbe accettare di essere trattati come un bambino privo di discernimento, guidati in tutto, umiliati e puniti secondo il capriccio del momento? Come si potrebbe accettare di diventare un oggetto privo di ambizioni, disposto a tutto …

Il posacenere

Scritto da: G. Pubblicato da: Elvira Nazzarri (ricordo ai cari lettori che i racconti sono espressioni in prosa di fantasie e desideri vari) Lo schiavo aspettava; il collare attorno al collo, il plug anale a forma di coda di cavallo, rinchiuso nella suagabbia. La Padrona era uscita a fare jogging con Nadia, la sua giovane apprendista. Nadia non aveva il fisico snello e perfettamente proporzionato della Padrona; non aveva le sue gambe tornite che quando erano fasciate da un paio di velatissime calze nere e appoggiate sopra a un tacco 12 lo facevano rizzare agli uomini che la incrociavano per strada. No, Nadia era più bassa e più rotondetta, i seni sodi ma piuttosto prosperosi, le cosce robuste e leggermente sproporzionate rispetto al resto delle gambe. Quello che colpiva in lei era la carica sadica che il suo corpo emanava; il motivo per cui la Padrona l’aveva scelta come apprendista. Allo schiavo Nadia piaceva. Si immaginava stretto fra le sue cosce a deliziare la sua fica con la sua lingua portandola a urlare il suo …

Addobbi natalizi

Scritto da: Elvira Nazzarri (ricordo ai lettori che un racconto è  l’espressione di fantasie in prosa) Era una tarda mattinata di sabato in prossimità alle festività natalizie, si respirava un clima rilassato e di pigrizia generalizzata. Kairos si stava facendo la barba nel suo loft milanese, quando sullo schermo del suo smartphone apparve la notifica di un messaggio da una persona molto importante, la sua Padrona. Secondo il loro accordo aveva un minuto per rispondere senza rischiare punizioni, per questa ragione lui e il suo device divennero un tutt’uno. Il contenuto del messaggio era conciso:”Presentati entro le 11.30 per fare l’albero di Natale.” Lo trovò strano, perchè la sua Padrona non è decisamente il tipo di persona euforica per le feste e tanto meno una da preparativi particolari, tuttavia si vestì il prima possibile e corse da lei. Arrivò abbondantemente in tempo al grande casolare fuori Milano dove la Padrona viveva con alcuni suoi prediletti. Fu accolto dal maggiordomo, che lo accompagnò al cospetto della Padrona, ovviamente non dall’entrata principale, riservata alla Padrona e suoi …

Riflessione sulla devozione

Scritto da: Dasa Pubblicato da: Elvira Nazzarri Sono devoto a Mistress Elvira. Lo so, lo sa ma cosa voglia dire in effetti è difficile spiegarlo. Si può confondere la devozione con molti altri sentimenti e credo che valga la pena, come prima cosa, utilizzare il vocabolario per analizzare il senso profondo della parola e trovarne i legami con il mio rapporto di sudditanza con la Dea. Sfogliando la Treccani, a parte alcuni significati storici, due mi sembrano particolarmente interessanti, trattandosi di devozione a una persona e non a un’istituzione. Il primo indica la devozione nel cristianesimo come sottomissione totale a Dio. Più comunemente, sentimento di speciale venerazione e fiducia che si ha verso un dato mistero religioso o una data persona con culto religioso. Il secondo significato invece enfatizza rispetto, affettuosa deferenza verso una persona: devozione al proprio benefattore, al maestro. Vorrei cominciare dalla seconda accezione di devozione, quella più comunemente utilizzata nel linguaggio di ogni giorno, per passare poi a quella più strettamente religiosa, non certo per ordine di importanza ma per passaggi consequenziali che sono necessari nella comprensione della realtà. Per quanto possa sembrare un’accezione …

L’imboscata

Attraversavo un periodo in cui avevo pochi stimoli, pochi brividi, poche emozioni. Tutto era già visto e rivisto. Avevo sperimentato troppo e nulla mi dava quella scossa necessaria per alleviare la mente. L’inverno si era calato dentro di me, mi ero congelata, ero scostante e mi sentivo come un pozzo che non può più dare acqua.  Due cose detesto più di ogni altra: la slealtà e l’abitudine. Restare ferma al palo in qualsiasi settore della vita mi innervosisce e mi deprime. Avevo bisogno di qualcosa di forte o, perlomeno, di diverso. I mariti che mi offrivano le mogli o le amanti non mi stimolavano più, dopotutto: era un copione quasi identico ogni volta. Ahimè, le donne sono prevedibili, almeno la maggior parte di loro. Invece gli schiavi giustamente pretendono che sia io a gestire tutto e i nostri contratti di sudditanza prevedono che loro non abbiano voce in capitolo- Anche se volessero, non potrebbero richiedere nessun nuovo gioco. (sono una Despota estremamente possessiva, dittatoriale e severa). Così’ mi inventai una vera bastardata… Mercoledì al solito …

Il marito cornuto

scritto da Kobar pubblicato da Elvira Nazzarri Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. La scontatezza di un proverbio, popolare al punto da essere quasi banale, può essere ancor più insopportabile se esprime fedelmente ciò che in effetti è accaduto. Insopportabile per chi si sente vittima dell’accaduto. Pur essendosela cercata. Uno degli aspetti più logoranti del traffico sono le attese ai semafori rossi. In realtà non è tanto l’attesa quanto il nevrotico conto alla rovescia, tipico dell’automobilista consumato da questa routine. Se poi il tragitto ha come meta un appuntamento con qualcosa che si è pensato e desiderato nel tempo, diventa praticamente una tortura. Arancio “per gli altri”, una mano si stacca dal volante lasciando una leggera impronta di sudore, afferra il cambio, prima, la frizione sale e l’auto riparte. Avrebbe dovuto ripetere questo gesto ancora una ventina di volte prima di poter dire siamo arrivati. Siamo. Alessandra e Gianni. Il parcheggio fortunoso vicino all’ingresso fu fonte di sollievo per Alessandra, mentre Gianni si rese conto che non era tanto l’attesa …